Io sono una persona polemica. Lo sono sempre stata, fin da ragazzina; e anzi, rispetto a quando aprii Writer’s Dream, nel 2008, sono molto più calma, pacata e riflessiva – immaginatevi com’ero allora.

Per questo cercare di assumere una voce non mia – quella della diplomazia – non ha funzionato.
Ci ho provato negli ultimi dodici mesi, circa; il risultato è stato il silenzio. Ho chiuso la bocca, rinfoderato le dita e mi sono limitata a leggere quello che dicevano gli altri (come si suol dire, ho fatto la lurker).
Quasi sempre, quando volevo intervenire, volevo farlo dissentendo. Non ho mai scopi distruttivi – a meno che non mi trovi di fronte autentiche idiozie – quindi quando intervengo criticando il mio scopo non è l’aggressione, bensì il confronto.

La decisione, però, era quella di “tenere un basso profilo”, e tenere un basso profilo implica il non litigare/discutere vivacemente/polemizzare.

Dunque, ho taciuto.

Oltre che polemica, però, sono tendenzialmente anche logorroica e chiacchierona: mi piace dire la mia, non amo starmene in silenzio. E invece ci sono stata per un sacco di tempo.
Quindi “è ora di basta!”

Avete presente la storiella per cui discutere con certa gente è come giocare a scacchi con un piccione? Ecco, a me non frega un accidenti: a me piace discutere!

Questo post sancisce il mio (polemico) ritorno alla vita polemica, alle discussioni animate, ai flame e ai litigi.
Dove? Oh, un po’ ovunque. Sui social, sui blog, dove capita.
E quando mi vedrete arrivare ricordate: a me le discussioni piacciono, non sono lì per dare fastidio (ma lo darò lo stesso), sono lì per divertirmi.,
E secondo me vi divertite pure voi, o non passereste le giornate a litigare per qualsiasi cosa.

(Qualcuno vuole litigare nei commenti?)

4 commenti Elogio della polemica (e dei litigi)

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