Aprire la casella email e trovarsi questa lettera di un* vecchi* utente di Writer’s Dream, che ti ringrazia per tutto quello che hai fatto.

Ehi, ciao.
So che forse ti disturbo e mi dispiace. Tu non mi conosci e forse ti potrà dare fastidio un’email che non abbia a che fare con la richiesta di un tuo servizio, però non ho altri modi per contattarti e volevo solo ringraziarti.
Volevo solo dirti grazie perché, anche se in maniera incredibilmente incostante, partecipo al WD da quando avevo circa dodici anni – adesso ne ho 19, fai un poco tu – ed è stato il mio primo punto di riferimento quando gli altri guardavano un poco col sorriso la mia  voglia di scrivere.

Il WD e la sua comunità sono stati dei maestri per me, gli unici che avessi il coraggio di consultare e mi hanno davvero aiutato tanto.  Sono ritornat* da pochissimo al forum e leggere l’aggettivo guest accanto al tuo nome mi ha davvero dato una sensazione strana.

Niente, tutto questo messaggio solo perché ti volevo davvero ringraziare se quella sera del 2008 hai deciso di creare un punto di incontro e confronto per gente che condivide la mia stessa passione. Davvero.

Ti auguro tanta fortuna per il tuo lavoro di consulente.
Spero di non averti disturbato.
Buona giornata.

Ricevere ringraziamenti anche dopo aver venduto il sito e a distanza di ormai otto anni è qualcosa che mi riempie il cuore – e no, non è una frase fatta. È la pura verità.

Grazie a te, mi@ car@ read this. Hai già ricevuto la mia risposta in privato, ma ci tenevo a condividerla pubblicamente perché… Perché di sì. Perché è una cosa bella, un riconoscimento per il lavoro mio e di chi in tutti questi anni mi ha aiutato, e perché queste parole sono e sono sempre state la risposta a tutte le volte che mi chiedevo “ma chi me lo fa fare”.

Me lo fate fare voi. E ne è sempre valsa la pena.

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